Modena, coraggio! Lasciare tutto indietro e andare…

Modena, coraggio! Lasciare tutto indietro e andare…

La situazione in viale Monte Kosica sta precipitando vertiginosamente; mettere un punto è ormai necessario

“Coraggio, lasciare tutto indietro e andare. Fallire per ricominciare”…non dice proprio così la canzone di Cesare Cremonini, ma cambiando solo una parola si può adattare il testo alla situazione del Modena in questo finale di campionato. Una salvezza che sarà durissima da raggiungere sul campo, con una rosa che ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di dare quel famoso 110% che ogni tanto viene citato nelle classiche conferenze stampa. Una discreta dose di sfortuna, qualche alibi di troppo, una gestione degli allenamenti evidentemente poco efficace durata qualche settimana di troppo, una serie incredibile di infortuni di giocatori chiave e solo questo basterebbe per naufragare.

Ma c’è di più: mai come quest’anno erano emerse le difficoltà societarie del Modena che si è trovato a dover svendere alcuni giocatori di qualità a gennaio (Cionek e Nizzetto), che si è visto notificare pignoramenti presso terzi, che nelle ultime settimane è stato sulle pagine di cronaca prima per una multa rimediata dal Tribunale Federale Nazionale per il doppio ruolo di Caliendo nei primi anni di gestione, poi addirittura per una indagine aperta dalla Procura di Modena congiuntamente a quella di Milano per un sospetto di evasione fiscale legato al giro di società con sede all’estero che ruotano attorno alla proprietà del Modena. Queste notizie ovviamente non scivolano addosso ai giocatori che devono pensare anche al proprio futuro e probabilmente non lo vedono più in gialloblù.

Continuare con la gestione attuale, sia in caso (si spera ancora comunque nonostante tutto) di salvezza sia in caso di retrocessione, appare controproducente essendo ormai troppo difficile da saldare lo strappo che si è creato tra società e piazza. Nessun imprenditore, allo stato attuale delle cose, può subentrare nella situazione precaria in cui versa la società. L’unica soluzione quindi, per tornare a Cesare Cremonini, appare ormai quella di lasciar perdere il passato e sperare in un cambiamento radicale, anche a costo di un fallimento, con l’augurio di un finale più simile al quello del Bari della stagione 2013-2014 che a quello del Parma 2014-2015.

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