Galloppa: “Poche squadre migliori della nostra. I tifosi…”

Galloppa: “Poche squadre migliori della nostra. I tifosi…”

Le parole di Galloppa in conferenza stampa

Sembra essere definitivamente recuperato Daniele Galloppa che martedì ha giocato buona parte del match contro il Bari  ed è in crescita: “Le mie sensazioni sono buone, abbiamo giocato ad un’intensità molto alta, come forse non avevamo ancora fatto e, siccome non giocavo da un mese, dopo il primo tempo ero già stanco. Sono contento e so che devo solo mettere minuti nelle gambe, ma questo non mi preoccupa. Trovando la continuità farò presto a recuperare del tutto”. Le statistiche dicono che, nelle otto presenze di Galloppa in campo, sono arrivate cinque vittoria e un pareggio: “Mi fa piacere – ha detto il centrocampista -, ma non è un giocatore che fa la squadra, semmai il contrario. Se posso dare una mano lo faccio volentieri e se sto bene credo di poter essere importante però senza gruppo nessuno può fare niente. Se siamo la squadra vista contro il Bari, compatta e determinata, anche i singoli emergono in maniera più evidente”.

Sull’approccio alle partite: “A inizio campionato non abbiamo mai sbagliato l’approccio, abbiamo pagato caro situazioni di cali di tensione, ma come prestazioni, ricordo Cesena e Brescia su tutte, abbiamo fatto noi la partita e poi subìto per ingenuità nostra. Abbiamo lavorato tanto e capito tanti errori che dovevamo migliorare. La discriminante è il fatto di essere corti e compatti: quando ci allunghiamo andiamo in grossa difficoltà come tutte le squadre; concedendo spazi agli altri facciamo fatica ad accorciare e a giocare a calcio. Se riusciamo a essere compatti siamo una squadra forte per questo campionato, ma il margine è talmente sottile che un episodio può essere sempre determinante”.

“Il Mister ha chiesto di alzare l’asticella dell’attenzione e la determinazione dando un impatto diverso a noi stessi prima e a chi ci guarda. Pressavamo mai troppo forte, secondo me perché non eravamo corti e sembrava sempre che fossimo fuori tempo o non ci impegnassimo, ma non era così. Crespo era teso perché ci tiene molto e noi abbiamo dato una risposta importante. Quando sono arrivato tutti mi dicevano di respirare veramente un’aria nuova e di essere veramente soddisfatti del Mister, non ho mai sentito nessuno dire qualcosa di negativo a riguardo. Siamo un gruppo molto unito, peccato per i risultati. Questa vittoria ci dà una spinta positiva anche se la classifica dice che siamo ancora lì. Dobbiamo prendere il buono e riportarlo a Crotone con quella determinazione e compattezza poi vedremo se gli altri saranno più bravi di noi. Io sono convinto che, se siamo così, ci sono poche squadre migliori della nostra, però alle volte è un episodio a determinare tutto; noi dobbiamo portare l’asticella della partita dalla nostra parte”.

Parla poi della prossima sfida in casa della capolista Crotone: “Incontreremo una squadra che ha costruito il campionato su grande intensità e ritmo partita: se non giocasse così probabilmente ora sarebbe pari a noi in classifica. Il campionato è questo e loro sono stati bravi ad assumere subito questa mentalità. Sappiamo chi andiamo ad affrontare e sappiamo anche che andiamo a Crotone e non a Madrid: questo non vuol dire sminuire gli altri, ma essere consapevoli dei nostri mezzi con l’attenzione giusta verso una squadra che gioca bene ed è compatta. A centrocampo siamo tutti giocatori di esperienza, ma questo non conta se manca tutto il resto. Tante squadre con tanti nomi fanno fatica, il calcio è questo. Se mettiamo prima tutto il resto, allora poi anche Galloppa, Belingheri e Bentivoglio saltano fuori con le loro caratteristiche, ma prima ci vuole tutto il resto”.

A fine partita, martedì sera, la squadra non ha salutato la Curva e Granoche ha spiegato che a gran parte dei giocatori aveva dato fastidio l’atteggiamento dei tifosi di fischiare fin dal riscaldamento e di offendere: “Io sono d’accordo con Granoche perché sentire gli insulti dai nostri tifosi e vedere la curva ospite che incita dispiace. Io sono abituato però a queste cose e non ho problemi, però penso sia la cultura del calcio italiano ad essere sbagliata e purtroppo non cambierà mai. Dopo cinque minuti di partita cantano ‘fuori le p****’ e dopo altri cinque minuti ti battono le mani. Io non condivido questo metodo però fa parte del gioco. Rispetto tutti, se ci vogliono fischiare ci fischiano e se vogliono tifare ci tifano, però a fine partita ognuno deve andare a casa sua perché sembra sempre che ai giocatori non freghi nulla. Io, quando perdiamo una partita, non ho voglia di vedere nemmeno mia moglie, figuriamoci se non mi interessa. Poi i giornalisti mettono il carico con pagelle e commenti. Ma non è solo questione dei tifosi del Modena, era così anche a Parma. Il calcio non lo cambierò io, dico solo che se ci incitano siamo contenti perché se siamo questi, col tifo alle spalle possiamo fare qualche punto in più, altrimenti ognuno farà quello che vuole. Rispetto tutti, ma sarebbe meglio che ci fosse una direzione unica come ha detto Granoche”.

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