Editoriale – Il bilancio della gestione Pavan e da dove ripartire

Editoriale – Il bilancio della gestione Pavan e da dove ripartire

Solitamente la domenica si parla di calcio giocato, in questo caso della sconfitta per 2-0 dei canarini a Santarcangelo di Romagna, ma oggi passa in secondo piano rispetto alla notizia trapelata ieri sera: l’esonero di Simone Pavan. Il tecnico lascia il Modena con undici punti in classifica conquistati in quindici giornate, terzultimo in classifica con il peggior attacco della categoria, solamente sette reti segnate e sedici goal subiti. Lasciamo per un momento da parte il toto nomi e cerchiamo di capire cosa dovrà fare chi arriverà e su quali punti di forza basarsi. La situazione non è certamente facile, attribuire la colpa esclusivamente all’ex tecnico Pavan sarebbe insensato, ma è evidente che dopo cinque sconfitte in sei partite occorreva cambiare qualcosa, sopratutto dopo la bandiera bianca alzata da Pavan in conferenza stampa che ammetteva di averle provate tutte. Così chi arriverà dovrà cercare di riportare la barca verso la giusta direzione, in un clima di protesta contro la società che certo non aiuta. La squadra è anagraficamente molto giovane, la media è di 23.5 anni, forse anche per questo la crisi di risultati ha portato ad amplificare il momento buio che ormai investe il Modena da due mesi. Chi arriverà dovrà cercare di dare continuità a questi ragazzi come modulo e undici in campo, troppo spesso Pavan prima per infortuni , poi per cercare di dare una scossa ha cambiato gli interpreti e il modulo arrivando a perdere anche quanto poco di buono c’era. Mi riferiscono sopratutto alla difesa, praticamente impenetrabile nelle prime giornate, mentre ad oggi subisce almeno un gol a partita. Certamente l’infortunio di Marino ha fatto perdere diversa qualità nel reparto, ma è fondamentale ritrovare la sicurezza iniziale nel reparto difensivo, così da colmare la sterilità dell’attacco. Non subire sarebbe già un passo notevole avanti, così da portare a casa almeno un punto e magari sfruttare una disattenzione avversaria per trovare il vantaggio, nasce così l’ultima vittoria dei canarini che risale all’8 ottobre contro il Sudtirol in casa. C’è poi da dire che i problemi non nascono per caso, certo gli infortuni ci hanno messo anche del loro, ma bisogna essere sinceri e individuare i colpevoli. La storia del mercato con poche risorse da parte di Pavarese lascia il tempo che trova, perchè la metà delle squadre di Lega Pro avevano lo stesso denaro dei canarini per svolgere l’attività di mercato, ma d’altronde, se Pavarese fosse stato come Caliendo assicurava, avrebbe avuto chiamate importanti finita la squalifica. Sta di fatto che il Modena durante l’estate ha messo in campo lo smantellamento della squadra della passata stagione decidendo di trattenere per scelta tecnica, o per altre ragioni, quelli che sarebbero dovuti essere i pilastri e l’esperienza del nuovo Modena. Parlo di Manfredini, più che onesto portiere per la categoria, e di altri che invece non sono stati in grado di rispettare le attese come Calapai, Popescu e Giorico, mentre Osuji è ritornato in campo solamente da due partite. Il reparto maggiormente colpito dagli infortuni in questa prima fase iniziale è stato sicuramente il centrocampo, prima Besea poi Osuji, Giorico, Olivera, Laner, Salifu, Sakaj sono tutti passati dall’infermeria, tant’è che Pavan è stato costretto a schierare il giovane Chiossi, dimostratosi tra l’altro all’altezza del ruolo. Ieri Pavan ha potuto schierare il centrocampo di maggiore esperienza: Osuji, Laner e Giorico, tutti giocatori che pur con tutta la loro buona volontà non sono in grado di prendere la squadra in mano nei momenti di difficoltà cercando di far ripartire la manovra. Nel mercato di gennaio con le poche risorse a disposizione si dovrà, magari sbarazzandosi di giocatori non idonei, cercare di portare a Modena un regista che manca ai giallobù da diverse stagioni. Arriviamo ora all’attacco, e partiamo dagli errori: se si esclude Schiavi e Tulissi alla prima vera esperienza nel calcio dei grandi, per gli altri tre Bajner, Ravasi e Loi parlano già i numeri, va bene essere fiduciosi, ma non troppo, nelle loro carriere rispettivamente: Ravasi 80 presenze e 3gol, Bajner 167 presenze e 37 reti, infine Loi 21 presenze e zero gol. E poi c’è l’acquisto di Basso, arrivato dal Venezia all’ultima giornata di mercato, si è poi capito perchè Super Pippo non avesse voluto tenerlo! Le statistiche sorridono di più a Diakite 80 presenze e 10 reti segnate. A nessuno dei ragazzi è imputabile l’impegno, danno tutti il massimo, ed è da qui che bisogna ripartire. Per chi arriva non sarà facile, ma un 4-4-2 abbottonato forse porterebbe a qualcosa di più. Staremo a vedere comunque i prossimi sviluppi e chi sarà il prossimo tecnico.

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