Modena, TFN: ammenda di 30mila euro e inibizione per i dirigenti

Modena, TFN: ammenda di 30mila euro e inibizione per i dirigenti

Ammenda di 30 mila euro per il Modena per responsabilità diretta e oggettiva e inibizione per i dirigenti sono arrivati dal Tribunale Federale Nazionale

Caliendo

Il Tribunale Federale Nazionale ha condannato il Modena Fc a pagare un’ammenda di 30mila euro. La decisione si legge nel comunicato ufficiale n°63 del 23 marzo scorso: “Il Procuratore Federale ha deferito dinnanzi al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare unitamente ad Antonio Caliendo, Stefano Commini, Angelo Forcina, Marja Caliendo anche la Società Modena F.C. Spa, per rispondere a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva in ordine agli addebiti contestati ai suddetti Commini Stefano, Angelo Forcina e Marja Caliendo, per quest’ultima con riguardo al periodo dall’8.11.2013 al 7.5.2014, nonché a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva in ordine agli addebiti contestati alla Sig.ra Marja Caliendo per il periodo dal 26.1.2013 all’8.11.2013 (per tutti violazione dell’art. 1, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva vigente all’epoca dei fatti in relazione a quanto previsto dall’art. 11, comma 1 lett. b) e comma 2, del Regolamento Agenti di calciatori, nonché artt. 19, comma 3 e 20, comma 9, dello stesso Regolamento)”.

Il Presidente Antonio Caliendo avrebbe messo in atto comportamenti incompatibili con la carica di Agente, violando quindi l’art. 11 del Regolamento Agenti di Calciatori che vieterebbe a questi svolgere attività rilevanti nell’ambito di una società, di essere in possesso di partecipazioni dirette o indirette di una società calcistica, di mantenere cariche sociali o incarichi dirigenziali e di avere rapporti di parentela che svolgano le attività appena descritte.

Per questi motivi, il comunicato n° 44 della Figc rendeva note le sanzioni applicate a Caliendo e ai dirigenti “concorrenti necessari” nel mettere in atto le attività vietate: – per il Sig. Antonio Caliendo, sanzione della inibizione di mesi 5 (cinque); – per il Sig. Angelo Forcina, sanzione della inibizione di mesi 3 (tre); – per la Sig.ra Marja Caliendo, sanzione della inibizione di mesi 3 (tre); – per la Società Modena FC Spa, sanzione della ammenda di € 20.000,00 (€ ventimila/00). Accoglie il deferimento e infligge al Sig. Stefano Commini la sanzione dell’inibizione di mesi 4 (quattro) e giorni 15 (quindici).

Le sanzioni sopra riportate sono state comminate in seguito alla richiesta dei dirigenti del Modena di avvalersi del patteggiamento previsto dall’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva (escluso Stefano Commini) che consente di “accordarsi con la Procura federale, prima dello svolgimento della prima udienza, per chiedere l’applicazione di una sanzione ridotta, indicandone le specie e la misura. L’efficacia dell’accordo comporta, inoltre, ad ogni effetto, la definizione del procedimento e di tutti i relativi gradi nei confronti del richiedente, salvo che non sia data completa esecuzione, nel termine perentorio di 30 giorni successivi alla pubblicazione della decisione, alle sanzioni pecuniarie contenute nel medesimo accordo. In tal caso, su comunicazione del competente ufficio, l’organo di giustizia sportiva revoca la propria decisione ed, esclusa la possibilità di concludere altro accordo ai sensi del comma 1, fissa l’udienza per il dibattimento”.

Essendo decorso il termine di 30 giorni senza che l’ammenda di 20mila euro fosse pagata, il Tribunale Federale Nazionale ha fissato nuova udienza per il giorno 17 marzo scorso in cui la Procura Federale ha chiesto che l’ammenda fosse riportata a 30mila euro non potendo più il Modena avvalersi della possibilità prevista dall’art. 23 di diminuire la pena patteggiando la somma. I difensori della società di Viale Monte Kosica hanno chiesto la improcedibilità del deferimento, l’annullamento del provvedimenti di revoca della precedente decisione e la dichiarazione di non luogo a procedere nei confronti della propria assistita, ma la richiesta non è stata accolta.

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