EDITORIALE: Modena, si preannuncia un mercato al risparmio. La situazione è più critica del previsto…

EDITORIALE: Modena, si preannuncia un mercato al risparmio. La situazione è più critica del previsto…

Modena, è ora di mettere le cose in chiaro

Ormai è innegabile e soprattutto evidente che le casse del Modena Calcio sono completamente limpide e ciò non significa che straboccano di oro scintillante, anzi proprio il contrario. Ancora nessuna dichiarazione, nessun accenno, non passa una mosca dagli uffici di viale Monte Kosica con le ultime parole del Presidente risalenti all’ultima giornata di campionato. Un nodo di silenzio che pareva doversi sciogliere ieri alla presentazione del nuovo Ds e allenatore ma che in realtà è rimasto tale e quale: il patron presente solo inizialmente alla conferenza lascia la sala stampa senza rilasciare nessuna dichiarazione a nessun giornalista. In modo discutibile però, fino ad ora gli impegni presi da Caliendo sono stati rispettati, dall’ iscrizione al pagamento degli stipendi, (anche se non con pochi brividi) ma ciò che preoccupa maggiormente è il futuro: la società è stata costretta a vendere uno dei suoi migliori giocatori, Davide Luppi, per potere pagare quei famosi 950 mila euro necessari a ripianare tutti i debiti arretrati e iscrivere la squadra, ahinoi, in Lega Pro e solamente questo fa capire che le acque in cui si naviga non sono torbide, soni proprio nere. Come se la barca non fosse già abbastanza alla deriva, il fatto che ha messo chiaramente in mostra la difficile situazione economica e societaria all’interno delle “mura” del Braglia è stato il rispettivo rifiuto da parte di Bergodi e Acri dei ruoli proposti e che, stando alle notizie riportate addirittura dalla pagina ufficiale del Modena, dovevano essere cosa fatta e quasi ufficializzata. Totalmente diverso l’epilogo con l’ingaggio “last minute” di Pavan e Pavarese, profili completamente diversi da quelli cercati in primo luogo. La squadra è allo sbaraglio, con più di un quarto dei giocatori venduti o svincolati per mancanza di liquidità o perchè non interessavano (ipotesi molto dubbia) al contesto tecnico ancora completamente inesistente e in forte ritardo rispetto a tutte le altre squadre iscritte. Basti pensare che il DS, figura fondamentale per la ricostruzione di una squadra, è stato ufficializzato solamente il 6 luglio, a più di un mese da quell’amaro, quanto fatale, evento di Novara che ha ricacciato la squadra nei meandri della Lega Pro. A questo punto c’è da chiedersi: che cosa c’è da aspettarsi? Pavarese potrà anche metterci tutta la buona volontà del mondo ma se non si smuove la situazione c’è il rischio, se non quasi la certezza, che ritornino a galla teatrini imbarazzanti del tipo “Ebagua ha sognato il Bari” o “il padre di Galabinov ha accettato a mezzanotte e un minuto”. Sarebbe ora di mettere tutto nero su bianco, dichiarare i propri limiti e provare ad aprire le porte a chi potrebbe dare un futuro più solido e con più certezze ad una squadra con oltre di cento anni di storia alle spalle.

 

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